Cinquant’anni di sacerdozio per don Luciano Cescon – 5 luglio 2026

Le comunità di Albina e Campomolino, insieme a tutta L’Unità Pastorale di Gaiarine, si stringono attorno alla loro guida spirituale in una giornata speciale di gratitudine, preghiera e festa condivisa

I preparativi: entusiasmo e collaborazione

Tutto è nato da un’idea di don Fabrizio, che ha coinvolto le comunità di Albina e Campomolino per celebrare i cinquant’anni di sacerdozio di don Luciano. L’iniziativa è stata prontamente condivisa nell’Equipe di Unità Pastorale, che l’ha accolta con favore e l’ha seguita con attenzione nei suoi successivi sviluppi. Dal primo incontro dei Consigli parrocchiali il 20 aprile, la macchina organizzativa si è messa in moto: pianificazione della liturgia, preparazione di volantini e locandine, prove dei cori unificati e, a luglio, l’allestimento del capannone grazie ai volontari coordinati da Graziella Gava. Il tutto, subito dopo la tradizionale “Sagra delle Teghe”, ha richiesto uno sforzo straordinario e condiviso.

Una celebrazione curata e partecipata

Domenica 5 luglio, la chiesa di Albina era gremita: in prima fila il Sindaco Diego Zanchetta, familiari, parenti e tanti fedeli. Sul presbiterio, don Luciano ha celebrato la Messa con i confratelli don Piero, don Fabrizio, don Pier, don Lucio, don Marco e il seminarista Rocco, che ha collaborato nel servizio all’altare. La liturgia è stata animata dai lettori delle due parrocchie, dai chierichetti dell’Unità Pastorale, coordinati da Gianluca Bonato e dal coro riunito delle parrocchie di Albina e Campomolino, diretto da Remigio Corazza.

Il ringraziamento delle comunità

L’ingegner Claudio Santuz, vicepresidente del Consiglio pastorale di Campomolino, ha espresso la gratitudine delle comunità per gli otto anni di guida di don Luciano, sottolineando la sua dedizione, la presenza costante tra le famiglie e il delicato ministero di esorcista svolto con discrezione e umanità. Ha ricordato la capacità del parroco di privilegiare sempre il rapporto personale, anche nelle prove della vita.

L’omelia: vocazione, perdono e futuro

Don Luciano ha ripercorso la sua vocazione, nata in una famiglia che ha donato quattro sacerdoti alla Chiesa. Ha ricordato figure chiave come don Eugenio e don Antonio Dario, il decennio a Verona e i momenti difficili superati grazie alla solidarietà dei confratelli. Ha sottolineato il valore del perdono con un episodio emblematico e ha condiviso lo stupore per i gesti della consacrazione e dell’assoluzione. Ha poi rivolto un appello alle famiglie e alle comunità a sostenere le vocazioni, in un tempo in cui i seminari si svuotano.

Doni, applausi e commozione

Prima della benedizione, Sonia Tomasi ha ringraziato nuovamente don Luciano e tutti i volontari. Due chierichette hanno portato all’altare due casule, dono delle comunità e dei cugini. L’assemblea ha risposto con un lungo applauso, mentre il parroco si è commosso.

Il pranzo e la festa condivisa

La festa è proseguita nella vicina struttura dei festeggiamenti, tra amici, parenti e oltre 150 partecipanti, compresi amici da San Vendemiano. Dopo l’aperitivo, l’antipasto e lo spiedo preparato da Gianni Lucchetta, sono arrivati i saluti delle autorità, altri doni, le foto ricordo di Cinzia Sbaiz e Silvano Vivan e il taglio della torta del Panificio Pasticceria Piccolo di Tamai di Brugnera.

Un traguardo straordinario che sigilla mezzo secolo di cammino spirituale, unendo indissolubilmente il passato e il presente di una vita interamente donata agli altri, accompagnata dal profondo e unanime senso di gratitudine di tutte le comunità.