GAIARINE celebra San Rocco: fede, tradizione e festa

Ad agosto, Gaiarine rinnova la sua secolare devozione a San Rocco con la tradizionale sagra paesana dal 12 al 16 agosto. Nata da un voto solenne durante la pestilenza del 1485, la festa unisce fede, folklore e comunità grazie all’impegno di oltre cento volontari del comitato “Festeggiamenti S. Rocco aps”

12/08/2026

La tradizione della sagra

A Gaiarine la sagra di San Rocco si svolge ogni agosto e affonda le sue radici nel 1485, quando una grave epidemia di peste colpì i territori della Serenissima. Durante l’epidemia, Bartolomeo Pavan fece un voto a San Rocco, promettendo di costruire un luogo di culto in suo onore se fosse sopravvissuto. Da allora, la comunità rinnova ogni anno questa tradizione, unendo fede, memoria e festa popolare.

Il lavoro dei volontari

La manifestazione è organizzata dal comitato “Festeggiamenti S. Rocco APS”, con il contributo di oltre cento volontari, provenienti da Gaiarine e dai paesi vicini. Tutti collaborano alla buona riuscita della festa, occupandosi della cucina, del servizio ai tavoli e delle diverse attività di animazione.

Sport, musica e momenti di incontro

Dal 12 al 16 agosto la sagra propone un programma ricco di iniziative pensate per coinvolgere persone di tutte le età.

Le serate sono accompagnate dalla musica, con proposte che spaziano dal rock alla musica popolare e ai grandi successi della musica italiana, creando occasioni di incontro e di divertimento per tutta la comunità.Tra gli appuntamenti ci sono tributi agli 883 e Max Pezzali, ai Nomadi, ai Blues Brothers.

Non mancano inoltre le attività sportive e di animazione, tra cui la tradizionale gimkana ciclistica e il torneo di calciobalilla, insieme alle altre iniziative pensate per famiglie, bambini e ragazzi.

La sicurezza per i più giovani

Un momento particolare è la “Cittadella della sicurezza”, organizzata dalla Protezione Civile e da Prealpi Soccorso. Bambini e ragazzi possono conoscere da vicino i mezzi di soccorso, assistere alle attività dei volontari e partecipare a dimostrazioni pratiche. Un’occasione educativa e coinvolgente per avvicinare i più giovani al tema della sicurezza e del volontariato.

Il giorno di San Rocco

Domenica 16 agosto, festa liturgica di San Rocco, alle 9.00 viene celebrata la Messa nella chiesetta dedicata al santo. La celebrazione rappresenta un momento centrale della giornata e richiama il significato religioso di una tradizione che, da secoli, lega la comunità di Gaiarine alla devozione a San Rocco.

In preparazione alla Festa di San Rocco, recita della Novena nella Chiesetta di San Rocco da venerdì 7 a sabato 15 agosto, alle ore 20.00, escluso sabato 8 e venerdì 14.

La giornata del 16 agosto si conclude alle 23.00 con i tradizionali fuochi d’artificio, uno degli appuntamenti più attesi della sagra.

A tavola e attività insieme

Ogni sera, dalle 19.00, sono aperti gli stand enogastronomici, occasione per ritrovarsi insieme e condividere i sapori della tradizione.

La sagra propone inoltre diverse attività dedicate alle famiglie e ai bambini, tra cui la pesca dei fiori, organizzata dalla parrocchia, e il laboratorio di cucina “Pasticciamo insieme”, a cura di Gianna la pastaia. I più piccoli potranno cimentarsi nella preparazione di semplici prodotti da forno, vivendo un momento di gioco, creatività e condivisione.

La sagra di San Rocco si conferma così un appuntamento capace di unire fede, tradizione, volontariato, musica e vita comunitaria, offrendo a grandi e piccoli diverse occasioni per stare insieme e partecipare alla festa.

(fonte: Michele Gottardi, L’Azione.it)

Nel cuore di Gaiarine, l’Oratorio di San Rocco custodisce una storia che affonda le radici nella grande peste del 1485. La famiglia di Bartolomeo Pavan fu duramente colpita dall’epidemia e, dopo essere scampato alla morte, Bartolomeo fece voto di costruire una chiesa dedicata a San Rocco, insieme a San Sebastiano.

L’oratorio, edificato alla fine del Quattrocento, fu ricostruito più volte nel corso dei secoli, fino ad assumere l’attuale aspetto neogotico nell’Ottocento. La semplice struttura in pietra, con un’unica navata e il caratteristico piccolo campanile, conserva ancora oggi il segno delle diverse epoche che l’hanno attraversata.

All’interno si trovano un altare e arredi settecenteschi, oltre a diverse opere pittoriche, tra cui la pala della Madonna con San Rocco e San Sebastiano e dipinti attribuiti a importanti artisti del territorio, tra cui Cima da Conegliano.

Più che un edificio storico, l’oratorio è dunque una testimonianza viva della fede e della memoria della comunità di Gaiarine, nata da un voto e custodita attraverso più di cinque secoli.

(fonte: microturismodellevenezie.it)

Nativo di Montpellier, in Francia, dopo aver venduto tutti i suoi beni si mise in cammino verso Roma e attraversò l’Italia curando e confortando i malati di peste. Nonostante le notizie sulla sua vita siano poche e imprecise, è uno dei Santi più amati, popolari e invocati

San Rocco, il pellegrino della carità

San Rocco nacque a Montpellier tra il 1345 e il 1350 da una famiglia ricca e cristiana. Rimasto orfano intorno ai vent’anni, scelse di dedicare la propria vita a Dio: vendette i suoi beni, entrò nel Terz’Ordine francescano e partì come pellegrino verso Roma.

Al servizio degli appestati

Durante il viaggio attraversò l’Italia, dove infuriava la peste. Ad Acquapendente, nel 1367, entrò volontariamente in un ospedale per assistere e curare i malati, nonostante il pericolo del contagio. Secondo la tradizione, molte guarigioni avvennero attraverso la preghiera e il segno della croce.

Il soggiorno a Roma

Arrivato a Roma tra il 1367 e il 1368, San Rocco avrebbe curato un cardinale colpito dalla peste. Grazie a questa guarigione fu presentato a Papa Urbano V. Dopo Roma riprese il suo viaggio, continuando ad aiutare gli ammalati in diverse città italiane.

Il cane e il rifugio nel bosco

A Piacenza, nel 1371, San Rocco contrasse la peste. Si ritirò in un bosco vicino a Sarmato, dove un cane gli portava ogni giorno del pane, permettendogli di sopravvivere. Questo episodio spiega perché il cane sia diventato uno dei suoi simboli più famosi.

La prigionia e la morte

Guarito, San Rocco cercò di tornare in patria, ma fu arrestato a Voghera perché considerato sospetto. Non rivelò la propria identità e rimase in prigione per cinque anni. Morì il 16 agosto, tra il 1376 e il 1379, dopo aver vissuto la prigionia come una prova della fede.

Il culto di San Rocco

Dopo la morte, il culto di San Rocco si diffuse rapidamente, soprattutto per la sua vicinanza ai malati, ai poveri e agli ultimi. È diventato il patrono degli appestati e degli ammalati infettivi, oltre che di invalidi e prigionieri. È raffigurato spesso con il cane, il bastone da pellegrino e la croce sul petto ed è ancora oggi uno dei santi più venerati dalla pietà popolare.

(fonte: famigliacristiana.it)