CAMPOMOLINO ricorda mons. FAÈ: svelata la targa in memoria del sacerdote e della sorella Giovanna – domenica 26 aprile

Nel giorno dell’81º Anniversario della Liberazione, la comunità si è riunita per onorare la figura di don Faè, testimone di fede e coraggio civile, a 60 anni dalla sua scomparsa

La comunità di Campomolino ha vissuto una giornata intensa di memoria e riconoscenza in occasione dell’81º Anniversario della Liberazione e dei 60 anni dalla morte di monsignor Giuseppe Faè. La cerimonia, organizzata dal Comune di Gaiarine e dalla parrocchia di Campomolino, si è aperta domenica 26 aprile, con una Messa officiata dal parroco, don Luciano Cescon, nella chiesa del paese, luogo profondamente legato alla figura del sacerdote.

La mattinata ha preso avvio con la celebrazione della Messa alle 9.00, a cui è seguito, alle 9.45, il momento ufficiale con l’onore ai caduti e lo svelamento della targa commemorativa dedicata a mons. Faè e alla sorella Giovanna. Presenti autorità civili, rappresentanti delle associazioni e molti fedeli. La partecipazione della comunità di Montaner e del gruppo Alpini ha dato ulteriore significato alla ricorrenza, che si è conclusa con un momento conviviale.

Un sacerdote coraggioso tra fede e impegno civile

La figura di don Giuseppe Faè, conosciuto anche come “don Galera”, continua a suscitare ammirazione. Nato a Campomolino il 4 marzo 1885, fu protagonista di atti di grande coraggio civile: nel 1924 firmò sull’Azione l’editoriale “Rompiamo il silenzio”, una decisa condanna delle violenze squadriste. Il suo impegno a favore dell’antifascismo gli costò dure ritorsioni: il 1° novembre 1926 venne pubblicamente esposto alla berlina a Vittorio Veneto; nel 1944 ricevette addirittura una condanna a morte, poi commutata in prigionia.

Anche nel dopoguerra la sua azione pastorale rimase segnata da una fede schietta e coraggiosa, espressa nella carità verso i poveri, nell’attività di esorcista e in uno stile di predicazione diretto e senza compromessi. Il prossimo 13 dicembre ricorreranno ufficialmente i 60 anni dalla sua scomparsa, già ricordati di recente con una mostra, presso la Biblioteca comunale, all’interno della rassegna culturale “Oltre”, promossa dall’Unità pastorale di Gaiarine.

Le parole delle autorità: libertà e responsabilità

Durante la cerimonia sono intervenuti amministratori provenienti dai comuni limitrofi: il sindaco di Sarmede Larry Pizzol, il consigliere Monia Pin di Godega di Sant’Urbano, il vicesindaco di Fontanelle Steven Poletto e una delegazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi.

Il sindaco Larry Pizzol ha richiamato l’importanza di non dare mai per scontata la libertà, sottolineando come oggi la “resistenza” si esprima nel non voltarsi dall’altra parte e nel far sentire la propria voce contro le ingiustizie. Il sindaco di Gaiarine, Diego Zanchetta, ha ricordato il valore storico del 25 aprile come liberazione dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista, punto di svolta che vide alleati e partigiani restituire dignità e futuro a un’Italia provata e oppressa.

Una sinergia che fa comunità

Tra gli interventi, la signora Lucia Padovan, in rappresentanza del Consiglio Pastorale Parrocchiale di Campomolino, ha dato lettura di un’allocuzione predisposta dal vicepresidente, Claudio Santuz, a nome della comunità parrocchiale, offrendo una riflessione sul significato dell’evento, vissuto come motivo di orgoglio e memoria condivisa.
Nel testo sono state richiamate le figure di monsignor Giuseppe Faè e della sorella Giovanna, ricordati come testimoni di coraggio evangelico negli anni della guerra, capaci di aprire le loro case e la loro vita a chi si trovava nel bisogno.
La “pietra d’inciampo” a loro dedicata è stata indicata come un segno concreto di memoria e responsabilità, un richiamo ai valori della libertà, della solidarietà e dell’impegno quotidiano per il bene comune.
L’allocuzione ha inoltre evidenziato la collaborazione tra la parrocchia di Campomolino, il Comitato biblioteca e l’Amministrazione comunale, sottolineando come il lavoro condiviso abbia reso possibile una commemorazione partecipata e sentita, capace di unire memoria storica e vita della comunità.
In conclusione, è stato espresso un particolare ringraziamento a quanti hanno contribuito concretamente alla realizzazione dell’opera.

Fonti di testi e foto: L’Azione.it; Michele Gottardi, presidente del Comitato Biblioteca di Gaiarine; Claudio Santuz, vicepresidente del CPP di Campomolino.

Per saperne di più sulla mostra a Villa Altan, dedicata a mons. Faè e sorella, clicca qui.